domenica 23 novembre 2008

bollettino meteo e anversa


E questo è Soblosh stasera. La prossima volta vado in Erasmus in Spagna. (Anzi no, non posso rinunciare alla birra belga).

Ma non posso lamentarmi. In fondo Bruxelles è sempre più caldo (a usare quest'espressione vengono i brividi: diciamo "meno freddo") di Antwerpen, dove sono stato stamattina a trovare mia mamma, là per lavoro.
Mattinata nel vento freddo a girare per una città medievale bellissima (e ricchissima, ma del resto sono le Flandre) con una enorme stazione centrale, a cercare di seguire una messa in fiammingo (a quanto pare solenne: il che è carino, con il coro e i chierici, fa molto medioevo. Il problema è che anche lei è durata otto secoli) e a mangiare (finalmente) le moules, cioè le vongole - che finora non avevo ancora assaggiato perché loro sono care e io tirchio.
Pomeriggio tesi (e si protrarrà anche in serata, sono preso bene).

sabato 22 novembre 2008

nevica!



A Bruxelles è già pieno inverno. Questo è Solbosh alle 9.30 di oggi.

venerdì 21 novembre 2008

saint v


Il 20 novembre di ogni anno è il "Saint V". Gli studenti delle università di Bruxelles francofona (ULB) e fiamminga (VUB), separate dal 1970, si riuniscono per celebrare il loro comune fondatore, il liberal massone ottocentesco (altro che "Saint! ma erano altri tempi..) Pierre Théodore Verhaegen.
Questo da vita a un colossale corteo che parte dalla chiesa di Notre dame du Sablon e arriva fino alla Bourse, nel cuore della città.
Migliaia di giovani, sia dei circoli - i gruppi studenteschi stile college americano, sia esterni marciano, ballano, bevono (tanta) birra, fanno pipì negli angoli (e a volte non solo negli angoli) delle strade e insomma fanno un colossale (e un po' anarchico) casino.

Ovviamente io e Ugo non potevamo mancare quest'appuntamento (guarda le foto) e quindi ci siamo presentati alle 15 al Sablon. Il vero studente dei circoli pagava 10 euro e poteva bere tutta la birra che voleva (per questo avevano un braccialetto di riconoscimento e un boccale - o anche una tazza, qualcuno perfino un innaffiatoio giocattolo per i bambini - al collo). Noi considerando che al supermercato 8 Jupiler costavano 5 euro e che quindi per guadagnarci avremmo dovuto bere l'equivalente di 16 lattine, abbiamo deciso di fare in maniera casalinga, portandoci 8 lattine ciascuno (non dirò mai quante ne ho bevute).

Abbiamo poi seguito il corteo, incontrando altri Erasmus e i miei colocs Corentin (che era completamente fuori, tant'è che ha dovuto chiedere la strada per tornare a casa - mi ha detto il giorno dopo) e François, e facendo tutto quello che prevedeva il programma.
Nel complesso è stato abbastanza divertente, anche perché a differenza di moltissimi ragazzi, ho bevuto abbastanza da essere brillo ("éméché) ma non fino a stare male ("bourré").

Qualche considerazione. Innanzitutto non credo capirò mai il modo di divertirsi dei belgi. Ripeto, il pomeriggio è stato abbastanza carino, ma non ho bevuto come un belga e soprattutto non mi riempio di birra fino a vomitare tutte le settimane (come fanno alcuni di loro. Gli altri si riempiono di birra fino quasi a vomitare). Sono cose che ho già detto a proposito del TD: può essere interessante, specialmente per un Erasmus che va alla scoperta di una cultura in parte diversa, fare una o due volte queste cose, ma per loro è il modo di divertirsi abituale e questo non lo comprendo. Si tratta di un'impressione condivisa anche da altri italiani. In generale riteniamo che andare in un locale caldo, bere qualcosa (in quantità moderate), discutere, ballare, ascoltare musica dal vivo, vedere un film siano nel complesso più divertenti. Ma appunto si tratta di differenze culturali.
Quello che però mi è piaciuto particolarmente è il senso di appartenenza a una comunità universitaria che in Italia proprio non mi sembra ci sia. Era bello vedere persone di 40, 50, 60 e 70 anni - ex studenti - che partecipavano alla parata con il proprio berretto dei circoli consunto e pieno di lustrini perché, a così tanti anni di distanza, si sentivano ancora parte del loro gruppo studentesco.
E' bello che gli studenti invadano per un giorno la città (lo facessero in modo più pulito sarebbe anche meglio). E' bello avere un giorno di ritrovo universale per tutti gli studenti.

La sera ho cenato come un vero belga: potage (minestra) et fromage. Dopo aver rinunciato (su proposta - incredibile! - di Ugo) di andare a un concerto jazz, stavo per andare a dormire stanchissimo quando mi è venuto in mente che avevo delle sentenze della Corte di giustizia da cercare, scaricare e leggere per il giorno dopo. Ho avuto la forte tentazione di fregarmene e di infilarmi sotto il piumone. Poi però mi sono ricordato del patto che ho fatto con me stesso una volta arrivato qui: zio, puoi fare tutte le cavolate dell'Erasmus (non ho proprio detto cavolate, ma questo blog vuole mantenere un linguaggio pulito) a patto che ciò non vada mai a discapito della parte accademica. E così mi sono messo a leggere tutti "les arrets".

Unico problema di stamattina è stato il risveglio. La sveglia non è suonata (e va bene: ho sbagliato a impostarla), quindi alle 8.40 ho aperto gli occhi (lezione era alle 8.00), guardato l'orologio, imprecato, mi sono levato improvvisamente, ho sbattuto la schiena contro la mensola, ho re-imprecato e sono stato qualche secondo dolorante prima di alzarmi.

Giornata comunque produttiva. Ho lavorato bene alla tesi, poi sono stato finalmente assegnato a un gruppo di lavoro per diritto della concorrenza. Mi occuperò degli abusi di posizione dominante, che tanto piacciono alla commissaria Kroes.
Ho subito scritto al capo del gruppo chiedendogli che c'era da fare. Lei mi ha risposto inviandomi un documento di 70 pagine da leggere e annunciandomi che il gruppo si ritrova per dividersi il lavoro...
lunedì mattina alle 8!! Ma come!! Sono un Erasmus! La giornata non può cominciare alle 8!! Semmai può finire a quell'ora..

giovedì 20 novembre 2008

da romeo / cose intelligenti dei belgi / cose birresche

1) Oggi faccio pubblicità. Ieri sera sera sono andato al Tavernier a sentire un concerto di Da Romeo, gruppo jazz-rock del bassista Daniel Romeo. Sono bravissimi. Il cd esce a marzo 2009. Non so se arriverà anche in Italia, ma nel caso lo consiglio a tutti coloro che amano il jazz-fusion o in generale la musica ben suonata.

2) Ho scoperto che se vai al supermercato con le bottiglie di birra vuote, c'è una macchina dentro le quali le butti e che ti ridà 10cent per ognuna di esse. In questo modo il consumatore è incentivato a riciclare, l'impresa produttrice ottiene delle bottiglie pagandole di meno (immagino) e l'ambiente risulta più pulito. Insomma tutti ci guadagnano. Mi sembra abbastanza intelligente. Adottarla anche da noi?

3) Mi hanno spiegato la differenza tra una "Bière de l'Abbaye" e una "Bière trappiste". Nel primo caso i monaci hanno ceduto il marchio a un produttore, che è obbligato a rispettare criteri di qualità e metodi di produzione prestabiliti; nel secondo caso sono ancora i monaci a produrla. Attenzione quando la scegliete.

lunedì 17 novembre 2008

ho mangiato come un belga. mi devo preoccupare?

Stasera per cena ho preparato riso, bistecca e insalata di pomodori e carote. Il problema è che non ho mangiato prima il riso e poi il resto. Ho preso prima l'insalata; poi la bistecca insieme al riso.
Insomma.. ho mangiato come un belga!!
Quando me ne sono reso conto ho sollevato due occhi terrorizzati verso François e gli ho detto: "Se mi vedessi che sto per mangiare pasta con lo zucchero o che sto per spalmare il burro sul pane a pranzo o a cena, ti prego.. fermami!!"

domenica 16 novembre 2008

dal fine settimana la risposta a giovedì

Giovedì mi domandavo se la carica Erasmus si fosse già esaurita o se quella di mercoledì fosse stata solo una serata un po' di spleen. E dicevo che sarebbe stato il fine settimana a dare risposte. Beh, la carica Erasmus è tutt'altro che finita!

Venerdì sera sono andato (con Nuria, Antonio, Anna ed altri) a vedere "Vicky Cristina Barcelona", l'ultimo film di Woody Allen. Premetto che a me erano piaciuti i suoi "vecchi" film, quelli incentrati su New York e sulle sue nevrosi e che facevano ridere a crepapelle, meno invece gli ultimi. "Scoop" in particolare l'avevo trovato fastidiosamente surreale e per niente divertente.

"Vicky Cristina Barcelona" invece mi è abbastanza piaciuto. Lo abbiamo visto in lingua originale (2/3 inglese e 1/3 spagnolo) con i sottotitoli in francese e fiammingo, come usano fare qui. Belle musiche e fotografia. Sulla storia (riassunta bene dal trailer) invece devo riflettere.
Ci sono due cose che non mi convincono. La prima è che mi sembra un film molto più conservatore di quello che appare e vuole apparire. E' vero, i protagonisti si lasciano andare a varie trasgressioni. Però alla fine ciascun personaggio è nella stessa identica situazione dell'inizio. Le due turiste americane ritornano a casa (una triste perché imprigionata in un matrimonio che ormai non vuole più ma che non ha la forza di rompere, l'altra che non sa cosa vuole ma solo cosa non vuole), i due spagnoli restano a Barcellona e riprendono a litigare.
La seconda è l'immagine che viene data di quella città e dell'Europa in generale. Tutti a feste molto radical chic, a mostre con quadri incomprensibili, sempre col bicchiere di vino, sempre in ristoranti costosi e in ricche case bohemien, a guidare decappottabili d'epoca. Juan Antonio, che fa il pittore ma non vende quadri (e suo padre fa il poeta ma non pubblica) per provarci con Vicky e Cristina le porta a Oviedo con un aereo privato. Tutti ricchi senza lavorare. Per carità, non è l'immagine dell'europeo imbelle che gli Americani qualche volta sembrano avere. Insomma, José Bardem è il classico macho e si fa tre bellezze del calibro di Rebecca Hall, Scarlett Johansson e Penelope Cruz (le ultime due anche contemporaneamente), mi sembra un'immagine abbastanza virile. Però è un'Europa che non esiste.
Comunque faccio i complimenti a Rebecca Hall, l'attrice meno conosciuta ma più brava del film. Gli altri interpretano sempre la stessa parte, relativamente facile: Javier Bardem è l'hombre tenebroso e affascinante, Scarlett Johansson la svampita molto disponibile (l'unico ruolo che le ho visto fare, in effetti), Penelope Cruz la classica spagnola passionale. Lei invece interpreta benissimo l'unico personaggio (Vicky) che si evolve nel corso della storia.

Dopo il film, festa a tema a casa di Queeny (dell'associazione Express per gli Erasmus). Tema: Stati Uniti. Sono andato col mio bravo cappellino degli Yankees (la maglietta era da lavare e perfino io non ho avuto il coraggio di ripescarla dal cesto) e là abbiamo incontrato Ugo, Luisa, Ilaria ed altri. Siamo stati lì per un po'.

Sabato invece - dopo una giornata passata prima a fare jogging, poi a sonnecchiare, poi davanti al computer a leggere articoli per la tesi (e quindi a sonnecchiare), poi sotto la doccia e a messa - io, Rosario, Valentina, Valeria e il ragazzo e Nuria (Ugo che odia ballare ha trovato un'alternativa), siamo usciti tardi e andati a ballare in un posto dall'originalissimo nome di "Havana Club". Anche lì ero preso benissimo e mi sono divertito, anche se poi ero più sudato di quando vado a correre. Magari ci porto i miei amici quando vengono a trovarmi.
Un'appunto: in Belgio in discoteca non paghi l'ingresso, paghi (in teoria) l'uscita (ma solo i ragazzi). Infatti sulla soglia mi ha fermato un tipaccio in giacca di pelle chiedendomi la "mancia per la sicurezza" (sì, suona un po' mafioso, in effetti). Io l'ho guardato e ho pensato: "Zio, io sono nato a Busto Arsizio..". E come il miglior Stefano Accorsi nella pubblicità del Maxibon ho scosso platealmente la testa "No comprendo!" e me ne sono andato.

Domenica pomeriggio breve giro in centro con Ugo e Nuria, a vedere l'ostello per quando verranno gli amici e il canale di Bruxelles. Infine, siccome il frigo languiva, "cena" dal kebabbaro.

Insomma, è andata bene. Come vedi, Steve, me la scialo abbastanza.

sabato 15 novembre 2008

prostituzione: la ricetta svedese

Segnalo un articolo interessante (anche se non racconta qualcosa di "nuovissimo") che descrive come in Svezia hanno pressoché eliminato la prostituzione.

Si tratta di un metodo che a pelle condivido e che applicherei anche in Italia. L'unico dubbio riguarda però un'obiezione che nell'articolo non è superata in maniera de tutto convincente: e se una donna volesse liberamente offrirsi per soldi e un uomo liberamente accettasse di pagare per averla, è giusto che lo Stato glielo impedisca?

grand place, bruxelles

grand place, bruxelles